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Racconti

Una finestra sulla vigna

Il barolo di Ettore germano

Fotografia
Il barolo di Ettore Germano


Novembre, langhe, nebbia, vigne: il più classico degli scenari, ma, dalla nuova cantina di Sergio Germano la visione, seppure consueta, si arricchisce di inedite e più forti emozioni. Raramente capita nelle visite in cantina di vedere gli spazi dedicati alla diraspatura, alla fermentazione delle uve, aprirsi con un enorme e bellissima vetrata sulle vigne. Una scelta voluta da suo figlio, dice con un pizzico di orgoglio, una scelta architettonica che trasmette e rafforza il legame e
la continuità imprescindibile tra terra e vino.

Ma non è come guardare un panorama distante, piuttosto la sensazione più bella è poter guardare la vigna da dentro mentre si lavora, si fatica e si compiono gesti sapienti, che trasformeranno con rispetto e amore tutto il lavoro che si è fatto fuori.

La vigna che si guarda in primo piano dalla vetrata è quella che del Prapò, la vigna madre di uno de tre Cru di barolo di proprietà della famiglia Germano,
gli altri fratelli sono il Cerretta e Ia riserva Lazzarito.

La terra sotto le vigne è terreno Elveziano, compatto e ricco di marne calcari scure, un tipo di terra che dal fondo del mare si è elevata 1,5 milioni di anni fa, fino a delinearsi nelle bellissime colline delle Langhe. Certamente è grazie al lavoro e alla cura per la terra di uomini come Ettore Germano e, prima ancora, di suo nonno Alberto, ma è soprattutto grazie alla professionalità e alla continua ricerca del figlio Sergio, che oggi abbiamo la fortuna di poter bere vini con un anima unica e dal carattere sempre diverso.

Il barolo Prapò, profondo, austero,
col suo colore rosso granato affina 24 mesi in botti grandi di rovere.

Un vino “verticale” con lo sguardo rivolto lontano, nel tempo e che, nelle migliori annate, può maturare anche molti anni per dare ancor più il meglio di se.

Il barolo Cerretta, pieno, potente, fermenta sulle bucce 25- 30 giorni, affina due anni in botti piccole di rovere francese e almeno 18 mesi in bottiglia. E’ un barolo elegante e seduttivo, dai profumi generosi e subito presenti, tanto che non sarà difficile, anche, per i meno allenati, riconoscere i sentori di cannella, ciliegia, cioccolato
e nelle migliori annate molto e molto di più.

Il barolo Lazzarito la riserva, riposa in botte grande per 3 anni è sicuramente uno dei baroli che meglio esprime il carattere unico e complesso della terra e delle genti di Serra Lunga. Un vino che evoca una passeggiata nel bosco respirando il profumo dell’autunno della terra umida sotto gli alberi.

Vini da ascoltare sempre con tutti i sensi.

Grazia Trischitta
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